In ogni guerra il problema sono sempre i morti, i feriti, gli sfollati e i danni alle infrastrutture. Ma lo sono anche i danni al patrimonio.
La guerra è tornata a fare capolino in Europa con l’invasione russa dell’Ucraina. E’ scoppiata con una forza atroce in quella terra martoriata che è il Medio Oriente. Non parrebbe essere di nuovo il 1962, il momento in cui USA e URSS sono andati più vicini alla guerra nucleare. Sicuramente però lo scenario geopolitico attuale è tutt’altro che rassicurante. L’ansia c’è ed è inutile negarlo. La generazione di chi sta scrivendo (1999), vive i suoi anni migliori dopo aver patito la crisi finanziaria del 2007-2008, una pandemia globale nel 2020-2021, e adesso focolai di guerra che sembrano più tempeste che banali folate di vento. Oggi più che mai indovinare il futuro è una sfida ardua, per non dire impossible.
Le guerre portano con se un ondata di distruzione, morte e disperazione che solo chi l’ha vissuta davvero può immaginare. Tutti gli altri vivono in una bolla che, per ora, non è toccata direttamente dai conflitti in atto. E’ e sarà toccata economicamente, ma questo è un altro discorso. Le guerre portano anche con sè innumerevoli danni – in alcuni casi irreversibili – al patrimonio artistico, soprattutto quello architettonico, ma non solo. Oggi vorrei provare a vedere le ultime guerre quanti beni storico-artistici hanno dilapidato.

La seconda guerra mondiale: un bilancio spaventoso
Quella nell’immagine è l’Abbazia di Montecassino, una delle più antiche e importanti abbazie dell’ordine dei Benedettini. Anzi, la più importante, visto che l’abate dei Benedettini esercita proprio da qui. Simbolo della storia architettonica medievale nel nostro paese, è anche uno degli edifici meglio documentati del Medioevo occidentale. Il monaco Leone Marsicano descrive, nelle sue preziosissime cronache, le fasi di costruzione della nuova basilica.
Nella seconda guerra mondiale gli alleati, guidati dal discusso generale statunitense Mark Clark, nell’ambito dell’invasione dell’Italia, bombardarono a più riprese l’abbaziale del complesso, distruggendola completamente. Indicativo il fatto che tale operazione – nata dal sospetto che dentro la chiesa vi si nascondessero truppe naziste – si rivelò del tutto inutile sul piano strategico. Nel dopoguerra lo scavo archeologico di Angelo Pantoni identificò alcuni elementi degli edifici medievali. L’abbaziale venne dunque ricostruita nel dopoguerra e consacrata da Paolo VI nel 1963.
Esempi in tal senso se ne sprecano, specialmente in Italia. A Pisa un lancio di artiglieria alleata danneggiò gravemente il Camposanto Monumentale, edifico di spicco del complesso di Piazza dei Miracoli Il metallo fuso rovinò enormemente gli affreschi medievali di Buffalmacco. Il conseguente restauro durò oltre settant’anni, alcune di quelle opere, come il Trionfo della morte sono state recuperate solo negli ultimissimi anni. Nel 1943 Milano fu colpita da pesanti bombardamenti alleati. Il Teatro alla Scala venne distrutto quasi completamente, Santa Maria delle Grazie fu gravemente danneggiata. Il refettorio con Il Cenacolo di Leonardo da Vinci fu miracolosamente salvato grazie a protezioni di sacchi di sabbia.
Ma anche fuori dall’Italia i danni furono molti. Dresda, completamente distrutta dagli alleati nello storico e discusso bombardamento, perse il tessuto urbano medievale e la Frauenkirche, meravigliosa chiesa luterana. Non venne risparmiata neanche la Gemäldegalerie, anche se gran parte dei dipinti venne messa in salvo prima. Sempre in Germania i raid aerei su Hildesheim provocarono la parziale distruzione di parte della secolare Chiesa di San Michele, uno degli edifici preromanici meglio conservati in Europa. A Coventry, in Inghilterra, la Luftwaffe nazista bombardò e devastò completamente la cattedrale gotica della città. Essa venne riedificata in stile moderno nel 1962 e i resti di quella medievale furono lasciati in memoria dell’accaduto, accanto alla chiesa nuova. Nel 1940, in Belgio, fu completamente incendiata la Biblioteca dell’Università Cattolica di Lovanio, da parte dei nazisti. Bruciarono circa 900 mila libri, manoscritti medievali e tutto l’archivio storico. Il danno fu enorme.
Per non parlare dei danni al patrimonio pittorico. A Berlino è andata perduta per sempre – bruciata proprio sul finire della guerra – la prima versione del San Matteo e l’angelo di Caravaggio. In Italia è tragico il caso di Padova. Nella Chiesa degli Eremitani, all’interno della Cappella Ovetari, si trovava uno dei capolavori giovanili di Andrea Mantegna, il ciclo della Vita di San Giacomo e San Cristoforo. Nel 1944 un bombardamento alleato distrusse gran parte della chiesa. Gli affreschi andarono perduti, ridotti in migliaia di frammenti. Negli ultimi decenni si è tentata una ricostruzione tramite restauro e ricomposizione digitale. Ma il danno è colossale.
Ucraina: danni culturali per oltre 4.5 miliardi di dollari
Venendo alle guerre odierne, il patrimonio culturale Ucraino ha subito ingenti danni dalla guerra. L’UNESCO fa sapere che circa 522 siti di interesse storico e artistico sono stati danneggiati dalla guerra. A Firenze ne ha parlato Chiara Dezzi Bardeschi, capo dell’antenna Unesco in Ucraina: “Siamo all’inizio del quinto anno di guerra con ripercussioni gravissime sulla società civile e ferite che ha lasciato”.
Prosegue: “il patrimonio culturale non è risparmiato. Le stime al dicembre 2025 appena uscite: attualmente i danni al patrimonio culturale e alle infrastrutture culturali ammontano a 4,5 miliardi di dollari americani“.
“Si calcola inoltre – ha sottolineato la responsabile Unesco in Ucraina – che per rilanciare il settore della cultura nei prossimi dieci anni saranno necessari 12 miliardi di dollari. Questo mostra chiaramente come tutti gli ambiti culturali siano stati particolarmente attaccati e saranno danni che le future generazioni avranno come responsabilità di portare avanti”.
Cominciano i danni anche in Iran: danneggiato palazzo di Golestan
Il 4 marzo 2026, ANSA pubblica una notizia secondo ci sarebbero già danni al patrimonio iraniano: “Lo storico Palazzo Golestan di Teheran, patrimonio mondiale dell’UNESCO, ha subito gravi danni dopo gli attacchi di Israele e Usa. Lo riferisce Al Jazeera, affermando che l’UNESCO ha espresso “preoccupazione” per la protezione dei siti storici in tutto il Medio Oriente, nel contesto dell’escalation della guerra. Il Palazzo Golestan, residenza storica della dinastia reale Qajar, è il più antico monumento di Teheran, è parte di un complesso di edifici un tempo racchiusi dalle mura della cittadella”.
Cambiano le guerre, non cambia la sostanza. I patrimoni vengono dilapidati. Certamente si può ricostruire, ma è sempre un operazione complicata ricostruire un palazzo storico crollato.
Saremo a vedere quel che succede.