Società e attualità culturale

L’Aquila, l’affresco della Sala di San Clemente torna visibile

Un complesso intervento di restauro restituisce parte dell’affresco di Palazzo Farinosi Branconi

Prendo spunto da un articolo di Annachiara Sacchi pubblicato oggi nelle pagine culturali del Corriere della Sera per raccontare un intervento di restauro che, all’Aquila, sta riportando alla luce uno dei cicli pittorici più articolati conservati nel centro storico.

I frammenti dell’affresco della Sala di San Clemente di Palazzo Farinosi Branconi, ridotti in migliaia di pezzi dopo il terremoto del 2009, sono stati nel tempo raccolti, puliti e ricomposti. Un lavoro lento e minuzioso, che ha trasformato ciò che appariva come un insieme disgregato in un sistema ricostruito pezzo dopo pezzo, fino alla ricollocazione di alcune porzioni nella loro posizione originaria.


L’azione dei restauratori

L’intervento riguarda una sala di circa 147 metri quadrati decorata nei primi anni del Seicento, con un ciclo dedicato alle storie di San Clemente. L’apparato pittorico si sviluppa su più registri: cornici e motivi decorativi, scene narrative inserite in un finto colonnato e una fascia inferiore geometrica, oltre a un soffitto ligneo dipinto. Un insieme complesso che, secondo quanto ricostruito dagli studiosi, era legato alla committenza della famiglia Branconio.

Il terremoto del 2009 aveva compromesso in modo esteso l’intero ciclo decorativo. Le scosse avevano provocato il crollo di ampie porzioni degli affreschi, ridotti in frammenti anche di dimensioni minime. Il materiale recuperato fu catalogato attraverso griglie di riferimento e sistemi di mappatura, prima di essere sottoposto alle successive fasi di restauro.

Negli anni, il progetto ha combinato intervento manuale e strumenti tecnologici avanzati. Scansioni tridimensionali e ricostruzioni digitali riprodussero la geometria della sala, consentendo di riallineare virtualmente i frammenti e di verificare la corretta collocazione delle superfici dipinte. Successivamente, le porzioni recuperate sono state montate su supporti strutturali che ne garantiscono la stabilità.


Il dettaglio

Una delle caratteristiche più rilevanti dell’intervento riguarda il sistema di ancoraggio delle superfici restaurate, basato su strutture leggere e soluzioni reversibili. Esse sono pensate per consentire in futuro eventuali operazioni di manutenzione o messa in sicurezza in un’area classificata a rischio sismico.

Il risultato è una sala che oggi presenta una situazione stratificata. Parti dell’affresco restaurato convivono con le superfici ancora in fase di intervento e con le murature consolidate, rendendo visibile il processo stesso della ricostruzione.

Il progetto rientra nel più ampio programma di valorizzazione del patrimonio culturale aquilano. Esso si lega alla ricostruzione post-sisma e alla riapertura progressiva dei luoghi storici della città. L’apertura al pubblico degli spazi è prevista nei prossimi mesi, con un percorso che permetterà di osservare da vicino anche le fasi ancora in corso del restauro.

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