Non solo un campanile pendente: i misteri, i simboli e le soluzioni ingegneristiche dietro uno dei monumenti più celebri al mondo
Di Tommaso Stefanini
Quando si parla della Piazza dei Miracoli, l’attenzione cade quasi inevitabilmente sulla celebre Torre Pendente. Eppure chiamarla semplicemente così rischia di far dimenticare la sua vera natura: il monumento è infatti il Campanile del Duomo di Pisa, parte integrante di uno dei complessi architettonici più straordinari del Medioevo europeo.
La sua inclinazione l’ha resa famosa in tutto il mondo, ma la storia del campanile custodisce curiosità e interrogativi che vanno ben oltre la sua caratteristica più nota. Dalle possibili fonti di ispirazione ai significati simbolici nascosti nella sua geometria, fino alle complesse operazioni che ne hanno impedito il crollo, il monumento continua ancora oggi a sorprendere studiosi e visitatori.

Un modello architettonico ancora misterioso
Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda le origini del progetto. Nonostante il campanile sia uno degli edifici più studiati del patrimonio italiano, gli storici dell’arte non hanno ancora individuato con certezza quale sia stato il modello architettonico che ne ispirò la costruzione.
Tra le ipotesi più discusse figura il Campanile dell’Abbazia di Pomposa, presso Ferrara, edificato alcuni decenni prima. La struttura emiliana presenta infatti uno sviluppo verticale particolarmente slanciato e un processo di svuotamento delle pareti in loggette che potrebbe aver influenzato gli architetti pisani.
Le differenze, tuttavia, sono notevoli. Il Campanile di Pomposa ha una pianta quadrangolare e una concezione molto diversa rispetto all’elegante cilindro marmoreo di Pisa, scandito da una successione di logge sovrapposte. Per questo motivo gli studiosi parlano soltanto di una possibile influenza e non di una derivazione diretta. L’origine formale del Campanile del Duomo resta dunque, almeno in parte, un affascinante enigma.

Il mistero della pianta a quindici lati
La maggior parte dei visitatori percepisce il campanile come una struttura circolare. In realtà la sua pianta è definita da un poligono regolare di quindici lati.
Può sembrare un semplice dettaglio geometrico, ma nel Medioevo i numeri possedevano spesso significati simbolici profondi. Il 3 richiamava la Trinità, il 4 il mondo terreno, il 12 gli Apostoli e le tribù d’Israele. La simbologia numerica era parte integrante della cultura religiosa e artistica dell’epoca.
Proprio per questo il numero quindici ha attirato l’attenzione degli studiosi e si è cercato di capire a cosa possa collegarsi il numero 15. Non esiste però una spiegazione universalmente accettata. Una delle interpretazioni più suggestive collega il quindici ai gradini del Tempio di Salomone a Gerusalemme, associati nella tradizione biblica ai Salmi delle Ascensioni.
A complicare ulteriormente il quadro vi è l’osservazione dello storico dell’arte Valerio Ascani. Secondo lo studioso, più che a un poligono di quindici lati, la pianta del campanile dovrebbe essere assimilata a una circonferenza suddivisa in quindici parti uguali.
Non sarebbe dunque il poligono l’elemento fondamentale del progetto, bensì la partizione della circonferenza stessa: quindici archi uguali che trovano una corrispondenza concreta nelle arcature che scandiscono l’architettura del monumento. In questa prospettiva, il campanile non riprodurrebbe semplicemente una figura geometrica, ma il procedimento necessario per generarla, trasformando un principio matematico in linguaggio architettonico. 1
Resta quindi aperta la questione del significato di questa scelta.

Una torre che pende… e che si piega
L’inclinazione non è l’unica particolarità geometrica del monumento. Osservandolo attentamente da Porta Nuova, o dal lato dell’abside della Cattedrale, si nota infatti che gli ultimi ordini non seguono perfettamente la stessa linea della base.
La ragione è legata alla storia costruttiva dell’edificio. La pendenza iniziò a manifestarsi già durante la realizzazione del terzo ordine, quando il terreno sottostante cominciò a cedere in modo disomogeneo. I costruttori medievali si trovarono così davanti a un problema inatteso e tentarono di correggerlo durante la prosecuzione dei lavori.
Gli ordini superiori vennero costruiti modificando leggermente le proporzioni delle arcate e delle colonne, così da compensare almeno in parte l’inclinazione. Il risultato è una struttura che non appare semplicemente inclinata, ma presenta una lieve curvatura verso il centro negli ordini più alti. Una sorta di correzione medievale ancora oggi perfettamente visibile.

Chi ha inventato la foto del turista che la sorregge?
Tra le immagini più celebri al mondo vi sono quelle dei visitatori che fingono di sostenere, spingere o trattenere il campanile con le mani. È una tradizione che sembra esistere da sempre, ma in realtà ha una storia relativamente recente.
L’identità del primo turista che ebbe questa idea rimane sconosciuta. Esistono però due figure che possono essere considerate i “padri” ufficiali del fenomeno.
La prima è il pittore surrealista René Magritte che nel 1949 realizzò il dipinto La notte di Pisa, nel quale la torre appare sostenuta da un cucchiaio. La seconda è il fotografo britannico Martin Parr che nel 1990 immortalò con ironia le pose dei turisti, contribuendo a trasformarle in un fenomeno globale.
Le prime testimonianze fotografiche di questo genere sembrano comunque comparire già negli anni Cinquanta, parallelamente alla diffusione del turismo di massa. Da allora il gesto è diventato una delle immagini più riconoscibili dell’intero pianeta.

Come è stata salvata dal crollo
Per secoli il campanile continuò lentamente a inclinarsi. La situazione era resa ancora più delicata dalla natura del sottosuolo pisano, caratterizzato da terreni argillosi e falde acquifere superficiali che favorivano i cedimenti differenziali.
Nel corso dell’Ottocento anche le trasformazioni urbanistiche della città contribuirono a modificare gli equilibri idrogeologici dell’area. Il problema, però, venne percepito come realmente urgente soltanto dopo il crollo della Torre Civica di Pavia nel 1989, evento che spinse gli esperti a temere un possibile destino simile per il campanile pisano.
L’anno successivo il monumento venne chiuso al pubblico e fu avviato uno dei più complessi interventi di ingegneria monumentale mai realizzati. La soluzione scelta fu tanto semplice quanto ingegnosa: gli specialisti rimossero gradualmente piccole quantità di terreno dal lato opposto alla pendenza. In questo modo la torre, sotto l’effetto del proprio peso, si raddrizzò lentamente di alcuni decimetri.
L’operazione venne accompagnata dall’uso di contrappesi temporanei e da interventi di controllo delle acque sotterranee. Grazie a questi lavori il campanile è stato stabilizzato e oggi gli esperti ritengono che possa rimanere in sicurezza per molti decenni, se non per secoli.
Forse è proprio questo il paradosso più affascinante del Campanile del Duomo di Pisa: il monumento più famoso al mondo per un difetto costruttivo è diventato, nel tempo, anche uno dei più straordinari esempi di ingegno umano.
- Valerio Ascani, La torre pendente, Edizioni ETS, 2011. ↩︎